A Rischio la Green Economy

Migliaia di posti di lavoro a rischio e subito in salita la strada per raggiungere gli obiettivi al 2020 se il Governo taglia il 55%
Mentre negli altri Paesi europei e negli Stati Uniti si punta con convinzione sulla green economy, il governo italiano si mostra ancora un po’ titubante su uno dei pochi strumenti – le detrazioni fiscali del 55% – che negli ultimi anni hanno ben funzionato, portando ossigeno a un settore in crisi come quello dell’edilizia, sostenendo il consumo di beni ad alta efficienza energetica e creando posti di lavoro in settori ad alto valore tecnologico.
Con un trend di crescita costante, almeno negli ultimi 3-4 anni, che ha permesso di raggiungere nel 2009 un mercato annuale di 350 MWth e una capacità installata di 1,4 GWth, il solare termico, tecnologia che permette di produrre calore e freddo sfruttando una fonte inesauribile, il sole, e di risparmiare energia primaria grazie all’integrazione con i tradizionali sistemi di riscaldamento/raffreddamento, occupa oggi più di 5.000 persone a tempo pieno con un giro d’affari di 500 milioni di euro.
É questo il ritratto di un settore che sarebbe fortemente penalizzato dal taglio delle detrazioni fiscali del 55%.
Eliminare le detrazioni fiscali, infatti, significherebbe adesso, quando ancora la crisi economica imperversa su tutti i settori del nostro Paese, mettere a rischio un numero molto elevato di posti di lavoro, se si considerano tutti i settori coinvolti, compreso quello dell’edilizia nel suo complesso.
Solo per il solare termico sarebbero nell’ordine delle migliaia di unità.
Un settore che, con un potenziale di produzione annua di pannelli solari termici di 1 GWth, ha tutte le potenzialità per raggiungere 1 m2 installato per abitante nel 2020 e potrebbe quindi arrivare ad occupare nel 2020 più di 150.000 persone a tempo pieno.
Questo, ovviamente, a patto che il Governo prenda sul serio gli obiettivi vincolanti posti dall’UE nel “pacchetto clima” e si impegni in una politica energetico-ambientale seria e di ampio respiro.
Un bilancio di questi 4 anni di detrazioni fiscali si può già fare ed in particolare i due studi di dettaglio che sono stati realizzati dal Cresme, per conto dell’Enea, e da Confindustria, permettono di trarre la conclusione che, anche dal solo punto di vista del bilancio dello stato, non calcolando quindi i benefici per la collettività, i ritorni monetari superano abbondantemente i costi. A fronte infatti di un esborso per l’erario in termini di riduzione del gettito fiscale, dovuta alla richiesta di detrazione, e delle accise, dovuta a una riduzione dei consumi energetici, i benefici sono significativi e riguardano:
  • l’aumento del gettito IRPEF per l’incremento dell’occupazione;
  • l’aumento del gettito IVA per l’incremento dei beni venduti;
  • l’anticipo della ritenuta d’acconto del 10% dell’imposta sul reddito (di recente introduzione).
Va detto inoltre che, mentre i benefici sono immediati, i costi sono distribuiti nei 5 anni in cui, per legge, deve essere divisa la detrazione.
E’ bene poi ricordare che i dati resi pubblici dall’Enea sulle detrazioni fiscali del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici ci dicono che, nel biennio 2007/2008, l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda e la sostituzione dei vecchi generatori di calore con più moderni a condensazione – espressione di un’industria italiana di eccellenza – sono gli interventi che presentano il miglior rapporto costi/benefici.
L’Italia si è impegnata, con il Piano di Azione Nazionale per le Fonti Rinnovabili, inviato lo scorso giugno alla Commissione Europea, a raggiungere nel 2020 il 17% di energia da FER pari a circa 22 Mtep, di cui poco meno della metà solo per il riscaldamento e raffreddamento.
Il solare termico, in quanto tecnologia economica ed efficiente, si candida a coprire una fetta significativa di quei 10 Mtep destinati alla produzione di calore e freddo, nella convinzione che il miglior contributo che il Governo può dare all’economia del Paese è quello di raggiungere gli obiettivi al 2020 con un mix energetico che permetta di minimizzare i costi e massimizzare i benefici.
E questo obiettivo si può raggiungere solo dando certezze e stabilità ai settori coinvolti, in modo che possano programmare investimenti importanti e a lungo termine in tecnologia, formazione, innovazione.
Le detrazioni fiscali sono uno strumento che ha funzionato bene, uno dei più apprezzati anche a livello internazionale per l’incentivazione delle rinnovabili e dell’efficienza energetica. Se serve affinarlo e renderlo più efficace, siamo disponibili a collaborare e a mettere a disposizione esperienza e competenze, ma riteniamo non sostenibile una politica che azzeri tutto facendo finta di non vedere i benefici apportati a cittadini, edilizia e ambiente e, soprattutto, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro e il tessuto produttivo stesso del nostro Paese.

In 55 per le detrazioni del 55%

Se un generatore eolico potesse catturare la forza del vento che soffia a favore del risparmio energetico avrebbe le pale al massimo. Solo venerdì scorso un drappello ridotto ma ben agguerrito di blogger hanno dato vita al sito cinquantacinquepercento.it per raccogliere adesioni intorno ad un appello rivolto al neo-ministro dello Sviluppo Economico Romani. Al centro della richiesta ci sono proprio le detrazioni introdotte da un altro ministro dello Sviluppo Economico, Bersani, che permettono di “scontarsi” più della metà delle spese sostenute dai cittadini per i lavori volti a migliorare l’efficienza energetica delle proprie case. Il provvedimento ha saputo, negli anni, dare uno stimolo all’economia del settore, ha portato all’emersione di molto lavoro nero e, soprattutto, ha permesso al nostro paese di fare un piccolo passo verso la strada del risparmio energetico che vuol dire meno petrolio bruciato, meno atomo scisso, meno dighe in montagna.

Tutto ciò potrebbe finire tirato dalla finestra come i piatti vecchi allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre 2010.

55 prodi blogger ed oltre 350 cittadini si sono però proposti di fare da stimolo all’azione di governo chiedendo al ministro competente di agire in tempi brevi per il prolungamento dell’iniziativa.

Per partecipare all’iniziativa basta andare su cinquantacinquepercento.it/appello-per-la-proroga-delle-detrazioni-del-55/ firmare la lettera ed unire in catena il proprio blog o sito.

Il mondo te ne sarà grato!

Detrazioni sul risparmio energetico, è guerra per il rinnovo

Il 31 dicembre 2010 scadranno le detrazioni fiscali del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica e pare che non verranno rinnovate. Per molti blogger sarebbe un evento disastroso e sono quindi scesi in campo, con una lettera aperta al neo ministro allo Sviluppo Economico, Paolo Romani.

Fino ad ora chi desidera coibentare le pareti, mettere pannelli solari termici, cambiare gli infissi o la caldaia nella propria casa ha a disposizione uno sconto fiscale del 55%  che venne introdotto per tre anni con la legge Finanziaria 2007. Questo sconto è stato molto utile a chi ha puntato molto sul risparmio energetico ristrutturando un’abitazione o uno stabile.

Questo incentivo ha portato ad una media annua di circa 200 mila domande che hanno chiesto l’accesso alla detrazione. Grazie a queste richieste si è raggiunto un beneficio in termini di energia risparmiata (circa 4.500 GW) e di CO2 non emessa e alcune ripercussioni positive dal punto di vista economico. Lo sconto del 55% è stato visto di buon occhio anche da parte degli altri Paesi europei tanto che l’Italia si è dimostrata all’avanguardia nell’UE.

Tutti gli operatori e le associazioni di categoria tra cui Associazione Nazionale dei Costruttori Edili (ANCE) e la Federazione Industrie, Prodotti, Impianti e Servizi per le Costruzioni (FINCO) sono d’accordo nel rinnovare questa detrazione. Eppure ancora non si conosce quale sarà la risposta del Governo e del nuovo ministro: secondo alcune voci sembra che gli uffici tecnici del ministero siano favorevoli alla proroga della detrazione fiscale del 55% e stiano lavorando ad una proposta che rimoduli l’offerta in modo da premiare gli interventi migliori.

I 27 milioni di alloggi finora coperti dalla detrazione non hanno consentito di raggiungere l’obiettivo nazionale definito dal PAN (Piano d’azione nazionale) del 10% (che prevede 42.000 GW al 2016). Questa detrazione va quindi sostenuta e allargata affinchè non riguardi soltanto il singolo intervento: secondo la legge n. 13/2009 a inizio Dicembre verrà definito il burden sharing con il quale sarà possibile capire la suddivisione energetica a livello regionale dell’intero obiettivo nazionale. In questo modo sarà più facile attuare la strategia migliore per il risparmio energetico e per l’utilizzo delle fonti rinnovabili.

Il settore dell’edilizia rappresenta ad oggi un terzo del consumo totale di energia: per questo motivo anche i blogger si sono uniti ed hanno creato il sito www.cinquantacinquepercento.it attraverso il quale hanno scritto una lettera aperta al ministero dove chiedono la proroga di questa detrazione fiscale. Le risorse finanziarie per la detrazione del 55% potrebbero essere reperite sia attraverso il fondo che già incentiva le rinnovabili, sia  istituendo un nuovo fondo costituito dal prelievo sui consumi di energia da fonte fossile (la Carbon Tax).

D’altronde in altre nazioni non va meglio: nell’ambito della manovra per il 2011, il Consiglio dei Ministri francese ha approvato il dimezzamento della detrazione fiscale per gli impianti fotovoltaici portandola dal 50% al 25% per gli utenti domestici.

Mobilitazione dei blogger per il 55%

Ci si è chiesti per molti mesi come si potesse andare avanti senza Ministro per lo Sviluppo Economico. Ora che un Ministro c’è, con alcuni amici blogger si è pensato che forse è meglio cominciare a distoglierlo dagli interessi suoi (Nucleare e TV), e provare mettere in primo piano nell’agenda ministeriale gli interessi di cittadini e imprese.

Una delle questioni che da tempo abbiamo ritenuto centrali per il futuro del nostro paese è quella della proroga delle agevolazioni fiscali del 55% per gli interventi volti all’efficienza energetica degli edifici.

La storia del 55% è in fondo la dimostrazione di come non sia necessario cementificare ulteriormente territorio per far crescere il settore edilizio: in questi anni, proprio grazie alle agevolazioni fiscali, le aziende più all’avanguardia e più dinamiche e gli artigiani e installatori più flessibili, hanno saputo costruirsi un intero settore, che ha prodotto, al netto delle agevolazioni, un ritorno al Sistema paese di 4 miliardi di euro.

Un miracolo se pensiamo alla crisi economica, un doppio miracolo se pensiamo che i circa 600.000 interventi agevolati (dalla sostituzione di finestre, caldaie all’installazione di pannelli solari, ma anche soluzioni di isolamento termico delle pareti e dei tetti) hanno prodotto un risparmio di oltre 4500gw sulla bolletta energetica italiana.

Significa che moltissimi cittadini italiani, grazie alle agevolazioni, hanno potuto non solo migliorare la qualità edilizia delle proprie case scaricando la spesa sostenuta dalla propria Irpef, ma anche risparmiare sulla bolletta casalinga, evitando tonnellate su tonnellate di emissioni nocive. Ma non solo: le modalità di pagamento previste dalle agevolazioni hanno favorito l’emersione delle transazioni, in un settore spesso tendente, per così dire, al grigio.

L’obiettivo di risparmio energetico posto dall’Unione Europea e contenuto nel Piano d’Azione nazionale (42.000gw entro il 2016) sarà molto difficilmente raggiungibile senza la conferma della detrazione fiscale. Per questo, dopo i numerosi tentativi di boicottaggio nelle recenti finanziarie, abbiamo promosso un appello al neoministro Romani per chiedere un suo impegno alla proroga del 55%. Un provvedimento più volte sollecitato dal parlamento, richiesto da associazioni di categoria e istituzioni locali. Un provvedimento che è a vantaggio dell’ambiente, delle imprese, dei cittadini contribuenti e del Fisco.

Come si fa a dire di no?

Aderite anche voi all’appello su www.cinquantacinquepercento.it

Green economy, che fa Romani?

A fine anno scadono le detrazioni fiscali per chi rende ecologico il proprio immobile: pannelli solari, isolamenti termici etc. Una norma che ha creato occupazione e diminuito l’impatto di molti edifici. Parte una campagna perché il nuovo ministro non le lasci scadere

(L’espresso – 08 ottobre 2010)

C’è una normativa che in tre anni ha creato occupazione, permesso alle imprese di superare la crisi e, cosa più importante, contribuito al risparmio energetico nazionale. Tra poco più di due mesi però, se il governo non si dà una mossa, le detrazioni fiscali sugli interventi di risparmio energetico scompariranno, provocando danni all’ambiente, all’industria e persino alle casse dello Stato.Nonostante le sollecitazioni arrivate da più parti per un intervento del governo in materia, le agevolazioni fiscali per chi fa interventi per il risparmio di energia sul suo immobile scadranno il 31 dicembre. Si tratta di una norma introdotta dall’allora ministro Bersani (e poi riproposta nelle ultime finanziarie), che permette di detrarre dalla dichiarazione dei redditi il 55% dei costi sostenuti per questo tipo di lavori: pannelli solari, pompe di calore, isolamenti e molto altro ancora.

Adesso che anche l’Italia ha un ministro dello Sviluppo, dopo i 150 giorni di interim di Berlusconi, la pressione di società civile e associazioni per la normativa si rafforza. A spingere perché il governo rinnovi le detrazioni c’è anche un gruppo di blogger, già impegnato in passato in campagne a difesa di questi incentivi.

Sul sito cinquantacinquepercento.it si può leggere e aderire alla richiesta partita dal blogger Kuda” (Roberto Codazzi) e già sottoscritta da utenti, esponenti del Pd lombardo dei Verdi e di Sinistra Ecologia e Libertà. Nel 2008, sempre da Kuda, partì una catena di blogger (oltre un centinaio) per chiedere la semplificazione delle procedure burocratiche per accedere alle detrazioni fiscali. Il successo di quella iniziativa ha spronato i blogger a riprovarci anche questa volta.

“Le detrazioni sono ancora più importanti del Conto Energia (già rinnovato ndr), perché invece di creare altra energia ne promuovono il risparmio», spiega a a L’espresso Roberto Codazzi, promotore dell’iniziativa. “Parliamo poi di uno strumento efficace che in questi anni ha fatto anche emergere il lavoro sommerso nel settore dell’edilizia e promosso una mappatura della situazione energetica italiana».

A rendere ancora più paradossale la situazione ci pensano gli interventi dei sottosegretari del ministero che, in più di un’occasione, hanno ribadito l’importanza delle detrazioni e assicurato l’impegno del governo per prorogarle. Parole a cui non sono fino ad ora seguiti i fatti.
La mobilitazione che parte dai blogger non è poi solitaria. Negli ultimi mesi la lista di istituzioni, associazioni industriali e gruppi che hanno chiesto al Governo di prolungare la durata delle detrazioni si è molto allungata. Solo per citare i nomi più importanti, si sono pronunciate a favore delle detrazioni: la Commissione Ambiente e la Commissione Trasporti della Camera, l’Associazione Comuni della Valle Padana, le associazioni dei produttori di infissi, i produttori di impianti termici e le associazioni dei costruttori.

Il mancato rinnovo delle detrazioni non si può giustificare neppure con motivazioni economiche. Secondo i dati dell’Enea, in tre anni sono stati investiti 11 miliardi di euro che corrispondono a un mancato gettito fiscale di circa 6 miliardi di euro. Dall’altra parte però, in otto anni, si risparmiano 3 miliardi di euro in bollette energetiche, il patrimonio immobiliare accresce il suo valore di 4 miliardi e lo stato ottiene un gettito aggiuntivo di 3 miliardi attraverso le imprese e l’Iva. A questo si devono poi aggiungere i benefici ambientali, l’occupazione giovanile e la nascita di startup nel settore. Senza contare le oltre 350mila tonnellate di Co2 non emessa ogni anno e gli oltre 1.700 GWh l’anno di energia risparmiata (nel 2008 sono stati quasi duemila.

“Non è la prima volta che a pochi mesi dalla scadenza si ridiscute del rinnovo – continua Codazzi – Questo però impedisce alle imprese di pianificare i lavori l’anno successivo. Mentre il mondo va in una direzione, qui le energie rinnovabili sono state messe da parte. A quanto pare è meglio promuovere il ritorno al nucleare”.

Appello per la proroga delle detrazioni del 55%

Ecco la lettera aperta-appello rivolta al neo Ministro per lo Sviluppo Economico Paolo Romani e al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per chiedere la proroga delle detrazioni fiscali del 55% per gli interventi edilizi volti all’efficienza energetica degli edifici che sono in scadenza il prossimo 31 dicembre. Leggete, aderite e diffondete.

Al Ministro per le Attività Produttive
Paolo Romani
e pc Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Silvio Berlusconi

La detrazione fiscale del 55% per gli interventi volti a migliorare l’efficienza energetica degli edifici italiani è in scadenza il prossimo 31 dicembre.

Da più parti, e da diverso tempo, si sono susseguiti appelli e inviti al Governo per una proroga di questa agevolazione fiscale: prima le associazioni di categoria del settore, poi i sindaci e le Regioni, infine le commissioni Ambiente e Trasporti della Camera. Anche su internet i si è avviata da tempo una mobilitazione per la conferma del 55%. Più recentemente lo stesso Governo, per bocca del sottosegretario all’Economia e alle Finanze, Luigi Casero, ha riconosciuto la bontà di questa misura di incentivazione che peraltro – secondo i dati diffusi dalla Federazione Industrie, Prodotti, Impianti e Servizi per le Costruzioni – in 4 anni ha permesso un ritorno complessivo per il Sistema Paese di quasi 4 miliardi di euro superiore alla cifra non incamerata dallo Stato.

Si tratta di un provvedimento che ha reso possibile ai cittadini italiani di far eseguire interventi, spesso molto onerosi, di riqualificazione energetica delle proprie case contribuendo così non solo a evitare tonnellate su tonnellate di emissioni nocive in atmosfera, ma anche a diminuire la loro bolletta e far risparmiare al nostro Paese complessivamente circa 4500GW di energia. Gli incentivi hanno favorito lo sviluppo in questi anni del settore dell’efficienza energetica: gli interventi su finestre, caldaie, pannelli solari, ma anche soluzioni di isolamento termico delle pareti e dei tetti hanno reso possibile alle aziende più innovative e dinamiche del settore dell’edilizia di continuare a lavorare e crescere anche in questo momento di crisi. Senza la conferma del 55% il prossimo anno, il solo comparto dei serramenti si ridimensionerebbe di circa 1 miliardo di euro (dati UNCSAAL).

Non solo: le modalità di trasparenza nei pagamenti, e di rendicontazione all’ENEA hanno garantito da un lato l’emersione di migliaia di rapporti economici, in un settore ancora caratterizzato dalla presenza di ampie zone “grigie”, dall’altro la contabilizzazione degli interventi in vista dell’obbiettivo di risparmio energetico fissato dal Piano d’Azione nazionale (42.000gw entro il 2016). Gli obiettivi europei di sostenibilità saranno molto difficilmente raggiungibili senza la conferma e la rimodulazione della detrazione del 55%.

Per queste ragioni chiediamo che uno dei suoi primi atti da Ministro alle Attività produttive sia la proroga delle agevolazioni del 55%.

55%: al via la catena di blog per la conferma delle detrazioni per l’efficienza energetica

Firma anche tu per prolungare le detrazioni del 55% per i lavori di efficienza energetica

Cosa sono le detrazioni del 55%?
La Finanziaria del 2007 ha introdotto la possibilità di beneficiare di detrazioni d’imposta per chi realizza interventi volti a migliorare l’efficienza energetica della propria residenza. In particolare si può chiedere la restituzione in cinque anni del 55% della spesa sostenuta per riduzione delle dispersioni termiche degli edifici, installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda, installazione di caldaie a condensazione e costruzione di nuovi edifici ad altissima efficienza energetica.

Perchè sono importanti per l’ambiente?

Perchè ridurre il consumo di energia è il primo passo per ridurre le emissioni di CO2, prima ancora dell’incentivo alle fonti rinnovabili.

Perchè sono importanti per l’economia?
Perchè hanno permesso di dare impulso ad un settore per la maggior parte composto da piccoli artigiani, favorendo anche l’emersione del nero che spesso è collegato ai lavori di ristrutturazione ed edilizia. Il mancato introito da parte dello stato dovuto alle detrazioni è ampiamente ripagato dal fatto che molti lavori non sarebbero stati realizzati o non sarebbero stati fatturati.

Quando scadono?
Allo stato attuale si può usufruire delle detrazioni solo fino al 31 dicembre 2010. Per prolungarle, e magari farle diventare strutturali è partita una mobilitazione su vari fronti, industriali, associazioni di categoria e anche blogger.

Firmare adesso!
Sul sito lettera aperta al neo ministro per lo sviluppo economico in cui si chiede, alla luce dei risultati fin qui raggiunti dalle detrazioni, di prolungarle al più presto. Primi firmatari sono Giuseppe Civati, Roberto Codazzi, Eugenio Comincini, Leonardo Fiorentini, Marco Lamperti, Letizia Palmisano, Marcello Saponaro.

Incatena il tuo blog
Sul sito si può firmare, se hai un blog ti chiediamo di rilanciare l’iniziativa, copiando questo post e linkando quanti l’hanno già fatto, e di segnalarlo qui sotto nei commenti. Se vuoi puoi anche inserire i nostri banner,e magari inviare a infoATcinquantacinquepercento.it le tue idee e magari le tue esperienze riguardo al miglioramento dell’efficienza energetica di casa tua.

Detrazione fiscale del 55%: più vicina la proroga per il 2011

Il sottosegretario all’Economia Casero disponibile all’estensione oltre il 2010 del beneficio per la riqualificazione energetica

05/10/2010 – “È possibile prorogare la detrazione fiscale del 55% per gli interventi di risparmio energetico oltre il 2010”. Lo ha dichiarato sabato scorso il sottosegretario all’Economia e Finanze, Luigi Casero, nel corso dell’Assemblea generale dell’Uncsaal.

Il sottosegretario ha riconosciuto la bontà della misura di incentivazione – in scadenza il 31 dicembre 2010 -, che è servita al settore dell’edilizia, allo sviluppo complessivo del Paese e al recupero di gettito, più di altri benefici fiscali. Lo strumento – ha affermato Casero – si è dimostrato utile e può essere messo in campo nell’ambito di un progetto complessivo di salvaguardia dei conti pubblici.

Ma alcuni incentivi (non fiscali), in particolare quelli a pioggia – ha ammonito il sottosegretario -, alcuni incentivi sull’occupazione in alcune parti del Paese e in alcuni settori, si sono rivelati inutili o si sono prestati a truffe. Quindi – ha proseguito Casero – occorre ridurre i contributi dati a fondo perduto a imprese che spesso non crescono, e destinare quelle risorse alle imprese che reinvestono gli utili, alla detrazione del 55% o ad altre manovre per il rilancio delle imprese.

Ricordiamo che qualche giorno fa, Roberto Moneta, funzionario del Dipartimento Energia del Ministero per lo Sviluppo Economico, ha annunciato che gli uffici tecnici del MSE stanno preparando una proposta tecnica, da sottoporre ai Ministri competenti, per la proroga della detrazione fiscale del 55% e per una ricalibratura della misura che privilegi gli interventi più efficaci in termini di risparmio energetico. Le organizzazioni del settore delle costruzioni (ANCE e FINCO) avevano, ancora una volta, chiesto al Governo di prorogare la detrazione del 55%. (leggi tutto).

Detrazione 55%: in arrivo una proposta di proroga

Allo studio del Ministero dello Sviluppo economico una modifica per premiare gli interventi più efficaci in termini di risparmio energetico

30/09/2010 – Gli uffici tecnici del Ministero dello Sviluppo economico proporranno ai Ministri competenti una proroga della detrazione fiscale del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici – in scadenza il 31 dicembre 2010 – e una ricalibratura della misura che, con l’esperienza di questi anni, promuova maggiormente gli interventi più efficaci in termini di risparmio energetico e riduca l’onere per lo Stato.

Lo ha confermato alla redazione di Edilportale, Roberto Moneta, funzionario del Dipartimento Energia del Ministero per lo Sviluppo Economico, dopo averlo annunciato ad un workshop sulla “sfida energetica”, organizzato la scorsa settimana dall’Ance. Per il momento – ha precisato Moneta alla nostra redazione – si tratta una proposta tecnica da porre all’attenzione dei decisori pubblici.

Un’apertura che fa ben sperare le organizzazioni del settore delle costruzioni, che hanno nuovamente chiesto al Governo di prorogare la detrazione fiscale del 55%: l’Associazione Nazionale dei Costruttori Edili (ANCE) e la Federazione Industrie, Prodotti, Impianti e Servizi per le Costruzioni (FINCO) ritengono indispensabile e urgente prorogare la detrazione oltre il 2010.

Nel corso dell’incontro, il Vice Presidente dell’Ance, Piero Torretta, ha ricordato che l’incentivazione del 55% ha permesso di avviare la riqualificazione energetica del patrimonio esistente ( 27 milioni di alloggi) con un consumo medio di 180-200 kwh/mq anno.

Sebbene nei tre anni di applicazione la detrazione ha consentito di raggiunger solo il 10% dell’obiettivo di risparmio energetico fissato dal Piano d’Azione nazionale al 2016 (4.500 GW rispetto ai 42.000), è indispensabile – ha affermato Torretta – prevedere una proroga della sua vigenza, rimodulando però il beneficio in modo da “premiare” gli interventi di riqualificazione che consentano di ottenere un significativo risparmio energetico.

Occorre – secondo il Vice Presidente Ance – superare la logica dell’intervento sul singolo componente sostituito o installato (infissi, caldaie, pannelli solari), poiché spesso questo non ha assicurato un effettivo conseguimento di risparmio energetico dell’intero immobile, riservando l’agevolazione agli interventi che, indipendentemente dai singoli componenti, riducano il fabbisogno di energia dell’immobile rispetto a valori prestabiliti (si ipotizza il limite del rendimento definito dal Dlgs 192/2005 che corrisponderebbe al 50% del consumo medio del patrimonio esistente). Le risorse finanziarie per la detrazione del 55% potrebbero essere reperite sia utilizzando una parte del prelievo applicato al consumo elettrico che oggi incentiva le fonti rinnovabili, sia istituendo un Fondo alimentato dal prelievo sui consumi di energia da fonte fossile (Carbon Tax).

Anche FINCO chiede all’Esecutivo indicazioni riguardo alla riconferma del 55% per i prossimi anni. La detrazione del 55% in quattro anni – si legge in comunicato di FINCO – ha prodotto circa 600.000 interventi di riqualificazione energetica per un risparmio di circa 4.500 Gw, contribuendo a innescare cambiamenti epocali e trasversali nel comparto italiano del risparmio energetico. “Cosa avverrà per il 2011?” si chiede Libero Ravaioli – Consigliere incaricato FINCO per l’Europa, e Vice Presidente CEPMC (Confederazione Europea dei Produttori dei Materiali da Costruzione).

Un recente studio dell’Ufficio Studi Economici Uncsaal, in collaborazione con l’Università di Lugano, ha evidenziato che senza il 55%, solo nel settore dei serramenti, l’intero comparto italiano si ridimensionerà di circa un miliardo di euro, con la conseguente chiusura di centinaia di aziende e la perdita di migliaia di posti di lavoro. Rinnovare il 55% oltre il 2010 – continua Ravaioli – non significa soltanto dare respiro alle industrie ancora in crisi, incentivare “consumi intelligenti” da parte dei proprietari di case, “moralizzare” un mercato delle costruzioni ancora caratterizzato da sacche di “grigio” o di “nero”, ma significa anche risparmiare migliaia di Gw e preservare l’atmosfera da tonnellate di emissioni nocive. Inoltre, spiega FINCO, il 55% è solo apparentemente una voce di spesa, perché in 4 anni il ritorno per il Sistema Paese di questa misura è di quasi 4 miliardi di euro superiore alla cifra spesa, o meglio non incamerata, dallo Stato.