La detrazione fiscale del 55% sia stabilizzata ed estesa alle P.A.

02/11/2010 – La Commissione Ambiente della Camera chiede che sia stabilizzata la detrazione fiscale del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici.

Al termine dell’esame della Legge di stabilità 2011, la Commissione ha dato parere favorevole, con la raccomandazione di “prorogare in maniera stabile gli incentivi per la ristrutturazione e la riqualificazione energetica degli edifici, anche in considerazione degli evidenti benefici che essa ha prodotto finora in termini di sviluppo economico, sostegno alla piccola e media impresa ed emersione del lavoro non regolare”.

In fase di discussione il deputato Ermete Realacci (PD) ha ricordato gli “straordinari risultati” della detrazione del 55%, che hanno generato un volume d’affari di circa 11 miliardi di euro e sono stati usati da circa 800 mila famiglie producendo ogni anno 50 mila nuovi posti di lavoro.

“La loro soppressione – ha detto Realacci – avrebbe effetti disastrosi per un’intera filiera produttiva che coinvolge ormai migliaia di piccole e piccolissime aziende industriali e artigianali su tutto il territorio nazionale”. Per Realacci è necessario non solo difendere questo importante strumento di politica ambientale ma estenderlo agli interventi per la messa in sicurezza del patrimonio edilizio rispetto al rischio sismico.

Anche la Commissione Attività Produttive della Camera, in un ordine del giorno approvato la scorsa settimana, ha chiesto al Governo di riconfermare la misura fiscale per la riqualificazione energetica degli edifici, trasformandola in intervento strutturale fra tutte le tecnologie riconosciute effettivamente efficienti, ed estendendo il beneficio fiscale alle amministrazioni pubbliche.

Secondo la Commissione, sebbene la crisi attuale non permetta misure di sviluppo realizzate con incremento della spesa pubblica, sarebbe comunque un’occasione di crescita economica e sociale valorizzare gli obiettivi previsti dal patto di Kyoto e dalla UE in tema di riduzione delle emissioni di C02 e di sviluppo delle rinnovabili, i cosiddetti paramenti 20-20-20, puntando su una politica industriale sostenibile che coniughi energie rinnovabili ed efficienza energetica.

La Commissione ha ricordato un recente studio di Confindustria che ha stimato in 14 milioni di euro l’impatto economico per il nostro Paese, se si attuasse una politica di incentivi differenziati per le rinnovabili e si confermassero le detrazioni fiscali per l’efficienza energetica. Riguardo alle detrazioni del 55%, secondo la Commissione, sarebbe energeticamente più corretto fare riferimento a tutte le misure e programmi di miglioramento dell’efficienza energetica richiamati dall’Allegato III della Direttiva 2006/32/CE (pompe di calore, caldaie efficienti, sistemi di teleriscaldamento e raffreddamento, sistemi di isolamento di pareti e tetti, doppi/tripli vetri alle finestre, lampade a risparmio energetico, generazione domestica di fonti di energia rinnovabile, ecc.).

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